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AL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
oggetto:
APPELLO per la
liberazione degli studenti libici prigionieri in Italia: Nuri Ahusain
e i suoi compagni
l'arresto e la
detenzione di Nuri Ahusain, in carcere dal 9 giugno c.a., e di altri
due studenti libici in Italia, eseguiti per la prevenzione di atti
criminali semplicemente supposti, e privi d'un pur minimo e oggettivo
corredo probatorio, costringe alla supposizione che non dal diritto
proceda il provvedimento restrittivo ma da convenienze di ordine
politico del tutto estranee ai principi ed alle prassi di una
Magistratura libera ed informata ad uno stato di diritto.
Le imputazioni a
loro carico (le minacce perpetrate ai danni di loro connazionali;
l'assalto all'ambasciata libica in Italia; l'evocato aggravante del
disposto art. 4 Legge 146/2006 seppur privo dei presupposti di cui
all'art. 3), sebbene ancora vincolate al riserbo dell'indagine ancora
in corso da parte della digos e dell’ucigos (coordinate dal pm
Giuliano Mignini e dal procuratore Giacomo Fumusu), non possono non
ricordare le improbe invettive di cui già Tortora, Franco
Franchi e Sabani furono vittime, con ciò allungano le
inquietanti ombre proiettate da un uso superficiale, ovvero
strumentale, o addirittura arbitrario del processo penale.
Va messo in
rilievo poi che l'imputato Nuri Ahusain, in forza dell'incarico di
“presidente della lega degli studenti libici in Italia”, e quindi
di rappresentante delle loro ambasce, del loro dolore, della loro
dignità, è tenuto al diritto/dovere del concorso “...
con metodo democratico a determinare la politica nazionale” (art.
49 costituzione) attraverso la manifestazione del “...proprio
pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”
(art. 21 costituzione). E il pensiero può piacere o non
piacere. L'aver inteso comportamenti esatti dalla nostra Carta
costituzionale quali “criminali” pone in essere un precedente che
è in sé una pesante ipoteca sullo sviluppo della
democrazia e della coesistenza civile.
Confidando nel
ruolo che la Ella interpreta nell'ordinamento istituzionale dello
Stato, nonché nella Sua indefettibile coscienza, chiediamo
vadano esperiti tutti i necessari provvedimenti per il ripristino
della legalità, così da pervenire ad una pronta e
quanto più
IMMEDIATA
SCARCERAZIONE
di Nuri Ahusain e dei suoi
compagni
placido altimari
promotore di officina667
associazione di
promozione sociale
Catania,
24 giugno 2011
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